{"id":93,"date":"2025-01-16T15:08:02","date_gmt":"2025-01-16T14:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/hahbvbu.cluster027.hosting.ovh.net\/?page_id=93"},"modified":"2026-06-12T18:32:34","modified_gmt":"2026-06-12T16:32:34","slug":"il-parco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/musartfestival.it\/index.php\/il-parco\/","title":{"rendered":"Il Parco"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\">[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>La Villa Medicea<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 class=\"p1\">Acquistato da Francesco I de\u2019 Medici nel 1568, il terreno su cui sarebbe<br \/>\nstata edificata la Villa Medicea di Pratolino \u2013 Patrimonio UNESCO dell\u2019umanit\u00e0 dal 2013 \u2013 si trova in una zona scoscesa ai piedi dell\u2019Appennino, non lontano da Firenze. Il futuro secondo Granduca di Casa Medici incaric\u00f2 l\u2019architetto di famiglia, Bernardo Buontalenti, di realizzarvi una villa (costruita poi tra il 1569 e il 1575) per la sua amante, Bianca Cappello, che poi nel 1579 divenne la sua seconda moglie. La villa, oggi non pi\u00f9 visibile poich\u00e9 nel 1820 fu demolita per volere del Granduca Ferdinando III di Lorena, si trovava immersa nel parco di rara bellezza che rappresent\u00f2 la concessione principesca al puro lusso, dove tutto era improntato alla massima magnificenza. Le \u201cmeraviglie\u201d di Pratolino, prima ancora del completamento, furono oggetto d\u2019esaltazione e di celebrazione in componimenti poetici e altri resoconti, quasi a giustificarne il costo colossale di 782mila scudi, praticamente il doppio della spesa occorsa per completare gli Uffizi. Soprattutto i giardini, all\u2019italiana (cio\u00e8 prima della trasformazione \u201call\u2019inglese del XIX secolo&#8221;), costituirono una sorta di modello per tante residenze patrizie sia in Italia, sia all\u2019estero. Per avere un\u2019idea della meraviglia che villa e parco dovevano costituire, oggi ci resta la lunetta dipinta tra il 1599 e il 1602 dall\u2019artista fiammingo Giusto Utens, in cui \u00e8 visibile l\u2019immagine della villa e di met\u00e0 parco realizzata \u201ca volo d\u2019uccello\u201d, come se fosse stata scattata una foto con un drone. Nel XIX secolo la casata dei Lorena apport\u00f2 radicali trasformazioni al parco che nel 1872 fu venduta alla ricchissima famiglia russa dei Demidoff, che la mantennero fino a met\u00e0 del Novecento, quando fu ereditata da Pavel Karadordevic, principe reggente della Jugoslavia fino al 1940. La Provincia di Firenze acquist\u00f2 la villa nel 1981 e quattro anni pi\u00f9 tardi apr\u00ec al pubblico. All\u2019interno del grande parco della villa \u2013 dove durante tutto l\u2019anno \u00e8 possibile ammirare anche una variegata fauna \u2013 sono comunque visitabili alcuni spazi che testimoniano il quasi mezzo millennio di storia di questo luogo cos\u00ec affascinante.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;406&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][vc_single_image image=&#8221;399&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-xs&#8221;][vc_single_image image=&#8221;375&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p2\"><em><strong>Il Diamante Enel<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\">Realizzato nel 2009, \u00e8 cos\u00ec chiamato per la sua particolare forma. Si tratta di una centrale energetica di nuova generazione, basata sull\u2019impiego di energia solare.<\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\">L\u2019energia elettrica \u00e8 prodotta da pannelli fotovoltaici installati sulla superficie esterna del diamante e viene accumulata in particolari serbatoi sferici che si trovano all\u2019interno del diamante stesso. In questo modo si \u00e8 in grado di fornire elettricit\u00e0 anche se la disponibilit\u00e0 di energia solare \u00e8 carente.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984697437{margin-bottom: 0px !important;border-bottom-width: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm&#8221;][vc_single_image image=&#8221;375&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984671909{margin-top: 0px !important;border-top-width: 0px !important;padding-top: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>La Locanda<br \/>\n<\/strong><\/em><br \/>\n\u00c8 sicuramente l\u2019edificio pi\u00f9 antico del parco, antecedente agli interventi del Buontalenti e all\u2019acquisto del terreno da parte di Francesco I de Medici. Deve il suo nome al fatto di essere stata l\u2019alloggio degli ospiti meno illustri o addirittura dei viaggiatori che percorrevano la via bolognese prima che la strada fosse deviata pi\u00f9 a monte.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;384&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-xs&#8221;][vc_single_image image=&#8221;390&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p2\"><em><strong>Le Scuderie del Buontalenti<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\">Le scuderie del parco furono progettate dall\u2019architetto Bernardo Buontalenti tra il 1579 e il 1580 per accogliere i cavalli e come alloggio di alcuni servitori della corte medicea. Al piano terreno si trova un grande ambiente coperto da volte e diviso in tre parti da una fila di colonne che forma al centro un lungo corridoio e ai lati la zona delle mangiatoie.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984742993{margin-bottom: 0px !important;border-bottom-width: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm&#8221;][vc_single_image image=&#8221;390&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984749821{margin-top: 0px !important;border-top-width: 0px !important;padding-top: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>La Cappella del Buontalenti<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 class=\"p1\">\u00c8 una delle poche strutture del parco a non aver subito profonde alterazioni. Costruita nel 1580 su progetto di Bernardo Buontalenti, fu poi terminata nella decorazione intenta dalla famiglia Demidoff. Oggi vi si accede tramite una scalinata in pietra che parte dal viale della Vecchia Posta. La Cappella \u00e8 circondata da una loggia voltata che poggia su quattordici colonne, ha una pianta esagonale ed \u00e8 coperta da una grande cupola rivestita da lastre di piombo e chiusa da una lanterna. Sul retro della struttura riposa Maria Demidoff, l\u2019ultima della dinastia a vivere in questo Parco. Fu sepolta qui per sua volont\u00e0, la principessa era infatti estremamente legata a questo luogo e al paese di Pratolino.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;392&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-xs&#8221;][vc_single_image image=&#8221;395&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>Il Gigante dell&#8217;Appennino<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 l\u2019opera pi\u00f9 nota (e raffigurata) del parco. Il Gigante dell\u2019Appennino \u00e8 certamente il cuore del Parco di Pratolino, fu realizzato tra 1579 e 1580 dall\u2019artista fiammingo Giambologna, estremamente apprezzato dalla corte medicea.<\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\">Il gigante preme con la mano sinistra la testa di un mostro (forse una tartaruga, un drago, un\u2019aquila\u2026) e d\u00e0 cos\u00ec nuovo vigore al flusso dell\u2019acqua che alimenta la grande vasca ai suoi piedi. La colossale opera era originariamente incorniciata da una grande nicchia, realizzata in spugne e pomice oggi purtroppo andata perduta. L\u2019Appennino al suo interno ha tre camere, ad oggi non visitabili, ma una volta utilizzate largamente da Francesco dei Medici, il principe che ha fortemente voluto questo Parco. La camera ipogea non conserva l\u2019aspetto originale ma vanta un aspetto ottocentesco voluto dai secondi proprietari del Parco, i russi Demidoff che la trasformarono in grotta simil naturale.<\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\">Il corpo del Gigante ospita una piccola stanza nella quale \u00e8 possibile ancora oggi vedere conchiglie, mosaici e una scultura centrale ancora originali del Rinascimento. L\u2019ultima stanza nella testa dell\u2019Appennino aveva come finestre gli occhi della creatura che erano dotati di vetro trasparente per controllare il grande lago e il prato davanti al Gigante senza essere disturbati.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984784852{margin-bottom: 0px !important;border-bottom-width: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm&#8221;][vc_single_image image=&#8221;395&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984792877{margin-top: 0px !important;border-top-width: 0px !important;padding-top: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>La Paggeria<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5>Fu costruita per volere di Francesco I, ampliata e modificata dai Demidoff che ne fecero la loro villa. Quello che un tempo fu l\u2019alloggio per cortigiani, buffoni e paggi, da cui il nome Paggeria. Alla struttura, nell\u2019800, fu aggiunta la Sala Rossa, salone di rappresentanza, per feste, balli e banchetti. Viene attualmente utilizzato ancora per concerti, conferenze e rappresentazioni teatrali.<\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;397&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-xs&#8221;][vc_single_image image=&#8221;2262&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>La Peschiera della Maschera<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\"><span class=\"s1\">Nel cuore del Parco di Pratolino c\u2019\u00e8 una vasca che nel Rinascimento lasciava tutti a bocca aperta. La Peschiera della Maschera non era solo bella da vedere. Era viva. Francesco I de\u2019 Medici e Buontalenti la vollero piena di pesci, gamberi d\u2019acqua dolce e spugne naturali. Un piccolo ecosistema creato per stupire: l\u2019acqua limpida, i riflessi, i movimenti sotto la superficie. Gli ospiti della corte si affacciavano e vedevano la vita guizzare sotto i loro occhi.\u00a0<\/span><\/h5>\n<h5 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nell\u2019Ottocento i Demidoff restaurarono la peschiera e aggiunsero il mascherone che oggi versa l\u2019acqua. Un tocco romantico su una struttura nata 300 anni prima.\u00a0<\/span><\/h5>\n<h5 class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ma l\u2019idea originale era questa: trasformare una vasca in un teatro. Tra pietra, acqua e creature che nuotavano. Oggi il silenzio \u00e8 tornato, ma se ti fermi qui e guardi l\u2019acqua, puoi quasi immaginarli: i pesci, i gamberi, le spugne\u2026 e i nobili del \u2018500 che trattenevano il fiato.<\/span><\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984784852{margin-bottom: 0px !important;border-bottom-width: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm&#8221;][vc_single_image image=&#8221;2262&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984792877{margin-top: 0px !important;border-top-width: 0px !important;padding-top: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>La Grotta di Cupido<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5><span class=\"s1\">A fine \u2018500 Francesco I de\u2019 Medici affida a Bernardo Buontalenti il Parco Mediceo: nasce la Grotta di Cupido.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Parte del giardino delle meraviglie, la grotta era pensata come piccolo sacello scenografico. Architettura, acqua e mito in un angolo nascosto del parco. Il Buontalenti gioca con nicchie, concrezioni e giochi d\u2019acqua per celebrare l\u2019amore\u2026 alla maniera dei Medici. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Oggi resta uno dei pochi frammenti originali del progetto di Francesco I e Buontalenti. Silenziosa, esagonale, ancora capace di farci immaginare lo stupore di chi entrava nel parco nel \u2018500.<\/span><\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;2265&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-xs&#8221;][vc_single_image image=&#8221;2267&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]\n<h5 class=\"p1\"><em><strong>Giardino all&#8217;Italiana e Limonaia<\/strong><\/em><\/h5>\n<h5 style=\"font-weight: 400;\"><span class=\"s1\">Il giardino all\u2019italiana si nasconde all\u2019interno del Parco romantico di Pratolino non \u00e8 solo verde: \u00e8 geometria, teatro e potere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Nato nel Rinascimento, mette l\u2019uomo al centro della natura e la costringe a diventare arte. E poi, d\u2019inverno, accadeva il miracolo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Nel Parco di Pratolino, mentre il gelo mordeva le siepi di bosso e il Colosso taceva sotto la brina, le porte della limonaia si aprivano su un altro mondo. Un incantesimo di pietra e vetro voluto dai Medici. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Dietro le grandi arcate rivolte a sud, l\u2019aria sapeva di zagara a gennaio. Centinaia di vasi in terracotta custodivano limoni e cedri come reliquie vive, strappate al Mediterraneo e portate qui per stupire poeti e cortigiani. Era lusso, era sfida, era teatro: il Rinascimento. Oggi restano i muri, le vetrate, l\u2019eco. Senti ancora l\u2019illusione dei granduchi: un pezzo d\u2019estate imprigionato per sempre e al suo interno, il piccolo modellino del Gigante Appennino.<\/span><\/h5>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1737984784852{margin-bottom: 0px !important;border-bottom-width: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm&#8221;][vc_single_image image=&#8221;2267&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; css=&#8221;&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;] La Villa Medicea Acquistato da Francesco I de\u2019 Medici nel 1568, il terreno su cui sarebbe stata edificata la Villa Medicea di Pratolino \u2013 Patrimonio UNESCO dell\u2019umanit\u00e0 dal 2013 \u2013 si trova in una zona scoscesa ai piedi dell\u2019Appennino, non lontano da Firenze. 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